Cristina Tasselli era tra le 30 atlete donne sui 300 partenti alla Transpyrenea, la gara di corsa in montagna più lunga al mondo, 900km in tappa unica in semi-autosufficienza da Le Perthus sul Mediterraneo a Hendaye sull’Atlantico. Diverse le atlete professioniste affermate presenti, esperte di lunghe distanze, tra cui Julia Bottger Salomon-Sunto, Julia Fatton Nazionale Trail Running Germania e ancora Ann Devine, Geraldine Leroy con podi importanti in carriera.

Al traguardo, dopo 334 ore e 09 minuti è arrivata e sola donna italiana e 3° donna al mondo dopo la tedesca Bottger e la neo zelandese Devine, ma anche 12° atleta in assoluto nella classifica generale insieme agli uomini.

Cristina, ha un passato sportivo nell’atletica leggera, dove ha gareggiato diversi anni, affiancato da esperienze in numerosi altri sport outdoor, prima di approdare al trail running. E’ preparatore atletico certificato e co-fondatrice con il marito Marco Mori, suo compagno di allenamento e di molte gare, di Trail Running Movement.

Una domanda per Cristina: Qual è la tua principale soddisfazione al termine di una impresa sportiva di questa portata? La consapevolezza di un successo e di un podio che devo esclusivamente alla mia tenacia, duri allenamenti, capacità e al fantastico Staff di Assistenza TRM, senza l’utilizzo di sostanze vietate come sempre più spesso, purtroppo, accade in tutti le competizioni, incluso il trail running. Mi piace poter essere un esempio di atleta geniuna e ambasciatrice dei veri valori dello sport. Non a caso, durante la Trasnpyrenea ho accettato volontariamente di partecipare ad una ricerca e sottopormi a prelievi e test medici per 5 volte”.