Milano, 14 Aprile 2016 – Presso la prestigiosa Redazione di “Correre”, è stato presentato il progetto di ricerca sul campo senza precedenti che vedrà il coinvolgimento di 50 atleti partecipanti alla prima edizione della TransPyrenea, l’endurance trail più duro al mondo – 898 km e 55mila metri di dislivello positivo – in programma dal 19 luglio al 4 agosto 2016.
Un progetto di TRM – Trail Running Movement – insieme a due istituti del CNR e a due centri di ricerca italiani SUISM e Sanis.

La prima edizione di TransPyrenea, con i suoi 898 km e 55mila metri di dislivello positivo, rappresenta un’occasione unica per una ricerca che non ha precedenti al mondo e che, oltre ad essere rilevante per la Comunità Scientifica internazionale, condurrà sia alla sperimentazione di una metodologia di allenamento professionale adatta a una gara estrema di endurance in tappa unica che alla certificazione con marchio TRM dei prodotti e servizi dei partner utilizzati durante l’impresa sportiva>> ha aperto così stamattina la conferenza stampa di presentazione del progetto TransPyrenea Extreme, Cristina Tasselli, ultra trailer, co-fondatrice di TRM e membro del TRM Endurance Team, che prenderà parte alla ricerca.

Insieme a lei l’altro co-fondatore di TRM, l’ultra trailer Marco Mori, anche lui coinvolto nella ricerca in quanto membro del TRM Endurance Team, che ha annunciato: <<Con la presentazione del TransPyrenea Extreme Project parte ufficialmente la campagna di reclutamento di altri 48 atleti selezionati che prenderanno parte alla TransPyrenea e che volontariamente si presteranno a far parte di questa ricerca senza precedenti. Si partirà dalla base di ricerche effettuate su altre competizioni, come il Tor des Gèants, ma per la prima volta si estenderà il periodo di osservazione scientifica ai 4 mesi precedenti la gara e un mese dopo la gara, oltre naturalmente ai test effettuati durante la gara. L’altra novità è costituita dall’approfondimento degli aspetti nutrizionali, attraverso tecnologie avanzate>>.

Un progetto unico al mondo, che vede protagonisti, oltre che Raid Sahara Organization, organizzatore della gara, anche due istituti di ricerca del CNR e due centri di ricerca italiani SUISM e Sanis, leader a livello internazionale e che hanno già seguito progetti di ricerca su ultra trail, ironman e altri sport d’endurance .

<<Confermo: la TransPyrenea è un modello eccezionale oltre che per gli atleti anche per  noi ricercatori, che potremo effettuare uno studio in situazioni particolarmente estreme – ha proseguito la dott.ssa Lorenza Pratali, ricercatore medico del CNR Istituto Fisiologia Clinica – Lo studio sarà focalizzato sia sugli effetti acuti legati allo sforzo intenso e prolungato associato alle alterazioni del ritmo sonno-veglia che possano essere causa di deficit cognitivo e disfunzione cardiovascolare, ma anche sulla valutazione del contributo di altri fattori quali lo stress ossidativo, la risposta del sistema autonomo e lo stato di idratazione>>.

<<A fianco allo studio curato dal CNR, sarà innestato uno studio scientifico in ambito nutrizionale e sui meccanismi energetici del corpo umano durante la prestazione sportiva che verrà curato dal mio team – ha aggiunto la dott.ssa Felicina Biorci biologa nutrizionista esperta in ambito sportivo agonistico del SUISM Torino e SANIS – Per la prima volta avremo a disposizione della ricerca un wearable device – dal peso contenutissimo – che ci permetterà di monitorare la glicemia degli atleti ogni 60 secondi, insieme ad un altro innovativo dispositivo, un bioimpedenzimetro vettoriale portatile utile a monitorare lo stato di idratazione>>.

Infine Marco Mori ha concluso: <<L’impresa e la ricerca saranno raccontati prima, durante e dopo la gara, attraverso pubblicazioni, eventi, conferenze stampa, social networking, blog e video-story telling destinati alla Comunità Scientifica e tutti i Trail Runner>>.