COME DIVENTARE UN TRAIL RUNNER? LA STORIA DI MARCO, DAL PUGILATO ALLE ULTRA TRAIL

Marco Cimini è un affermato architetto. Dietro il vestito da “professionista” si nasconde un’appassionato ultra trailer ma scavando più a fondo, si scopre molto di più. La sua carriera da sportivo inizia nel pugilato, categoria superiore all’inizio e, a seguire, i pesi medi. La struttura fisica e le potenzialità ci sono ma un incidente mette fine alla carriera da boxer. Passano gli anni dell’università, si laurea brillantemente in architettura e per lavoro si trova spesso in luoghi di montagna. L’altitudine e la natura lo affascinano, inizia a fare un po di trekking poi, visto che già qualche corsetta su strada la faceva, prova a vedere come va sui sentieri. E’ amore da subito, il trail running lo conquista. Nell’intervista cir acconta bene la sua storia, come si allena, i suoi obiettivi ed i consigli che può dare a chi vuole iniziare o migliorarsi nel trail running.

D. Che sport hai praticato nella vita e qual’è il tuo trascorso sportivo?

Io nella vita ho sempre fatto qualcosa. In gioventù ho praticato boxe e l’ho praticata per molti anni. Inizialmente facevo parte della categoria superiore, poi sono passato nella categoria dei pesi medi. La mia struttura fisica ha subito un bel cambiamento negli ultimi anni ed era molto diversa da quella odierna anche se ho ancora molta massa muscolare.

D. Perché hai deciso di abbandonare il pugilato e come ti sei avvicinato alla corsa?

Ho interrotto la pratica della boxe per un infortunio, in seguito ad un incidente ho rotto il radio e questo purtroppo non era più compatibile con la ripresa dell’attività agonistica. Negli anni di frequenza dell’università, essendo stato studente fuori sede e frequentando un corso non proprio semplice (architettura) avevo lasciato lo sport da parte, però qualche volta uscivo a correre. Ma niente di strutturato e pianificato, tutto a sensazione.

D. Come sei diventato un vero “Runner”?

La scoperta del mondo del running è stata una scoperta graduale perché mi sono accorto di trarre molto giovamento dalla sua pratica e ho quindi deciso di approfondire sempre di più le tecniche di allenamento. Via via che miglioravo mi prefissavo poi obiettivi sempre maggiori. Mi sono avvicinato definitivamente al mondo del running per motivi di salute perché avevo dei valori di colesterolo molto alti e un modo per combattere questa situazione era iniziare a fare attività fisica un po’ più seriamente e in maniera più strutturata. Ho iniziato così a correre su strada e ho portato a termine diverse Maratone, Roma e Eindhoven (Scopri i programmi di TRM per preparare la Maratona TRM TRAINING PLAN 42K)

D. Perché ad un certo punto hai deciso di passare dalla corsa su strada al trail running?

Sicuramente sono stato attratto dai magnifici paesaggi immersi nella natura incontaminata che vedevo sempre per motivi di lavoro. Ho avuto la fortuna di risiedere per lunghi periodi a Bolzano, prima per studio e in seguito per lavoro ed ho unito la passione per il trekking e per l’alpinismo a quella per il trail running. La passione nell’affrontare i sentieri di alta montagna è rimasta invariata, l’ho solo convertita in corsa. La bellezza dei luoghi che ho avuto la fortuna di conoscere attraverso il trail running mi hanno sempre più legato a questo sport.

D. Come hai cominciato con il Trail Running e quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato? 

Ho fatto le mie prime gare in Abruzzo. Poi ho conosciuto TRM, inizialmente solo come consulenza. Secondo me TRM rappresentava l’unica Società Sportiva a cui potevo rivolgermi se volevo raggiungere veramente obiettivi sempre maggiori ed infatti mi hanno dato le basi per spostarmi sempre di più verso le gare di lunga percorrenza. Le difficoltà maggiori incontrate sono state quelle a livello fisico. Ho un peso corporeo maggiore rispetto a quello di un runner e di conseguenza anche di un trailer. La prima vera sfida che ho dovuto affrontare è stata quella di perdere il peso in eccesso e cercare di “asciugarmi”. Queste difficoltà sono state superate attraverso un piano alimentare (TRM NUTRITION PLAN) ed una tabella di allenamento (TRM TRAINING PLAN) personalizzati in modo da farmi raggiungere dapprima obiettivi semplici e poi cercare obiettivi sempre più sfidanti.

D. Quando hai cominciato a correre le ultra trail?

Sono passato alle ultra trail in maniera totalmente inconsapevole e in modo irrazionale (ride). Ho corso la mia prima ultra di 48km a Cortina, la Cortina Trail. Ma la pazzia più grande è arrivata un anno dopo con la prima 120km. Non mi ero prefissato quell’obiettivo. Ma è accaduto tutto molto naturalmente. Durante un Trail Running Camp, sempre con TRM (ENDURANCE STAGE MONTE BIANCO) di 4 giorni, ho percorso il tracciato dell’ UTMB  e circa tre mesi dopo mi sono trovato ai nastri di partenza della prima 120km, alla Morenic Trail. Non credevo fosse possibile eppure mi sono ritrovato “Finisher” con molta inconsapevolezza (ride ancora).

D. Cosa ti affascina di più delle ultra trail?

Tutto ciò che c’è prima della gara in se’. Forza fisica e mentale, unite insieme per ottenere l’obiettivo. Credo fermamente che solo tramite la sinergia di mente e corpo si riesce a concretizzare l’obiettivo.

D. Come organizzi i tuoi allenamenti di tutti i giorni?

Ho un piano di allenamento che mi fornisce TRM (TRM TRAINING PLAN) Pianifico i miei obiettivi tramite un “protocollo” e ritengo i piani di allenamento tali, ovvero li seguo, molto fedelmente. Penso che una persona incontri delle difficoltà a fare di testa; è necessario essere seguiti e guidata da chi ha l’esperienza per farlo e su questo per quanto riguarda i Coach TRM, che mi seguono da un po di anni, non ho dubbi. Il piano serve principalmente per non sprecare tempo e soprattutto per evitare infortuni. Uno magari non ci pensa ma gli infortuni hanno un impatto importante sulla preparazione alla prestazione ed evitarne il più possibile è sicuramente meglio. Coordino la mia attività sportiva con la pianificazione degli impegni lavorativi, organizzo per tempo e riesco a fare tutto. Questo mi da grandi soddisfazioni.

D. Come riesci a conciliare il tuo lavoro da Architetto ed il fatto che sei spesso in viaggio con gli allenamenti?

Non è facile trovare il giusto equilibrio. Ho la fortuna di stare in posti molto belli, con diversi percorsi in natura adatti al trail running, con scorci paesaggistici incredibili. Certo la mattina mi sveglio prima di quanto farei se non corressi per potermi allenare. Ma non è un peso. Affatto.

Mi chiedevi di quando sono in viaggio per lavoro? Viaggiare è fantastico e ti da anche l’opportunità di scoprire posti nuovi correndo, basta averne voglia ed organizzarsi. Lo scorso anno ero in Inghilterra, a New Castle e ho visto paesaggi che non avrei potuto vedere se non fossi uscito ad allenarmi. Ho corso in mezzo alla campagna inglese, esattamente come la si vede nei film. Sono arrivato fino ad una scogliera mozzafiato.

D. Segui un regime alimentare particolare?

Seguo un piano nutrizionale elaborato dai professionisti dietologi di TRM. Il TRM Nutrition Plan mi scandisce tutti gli appuntamenti nutrizionali durante il giorno via App. Sono programmati i pasti principali e gli snack, sia quando mi alleno sia quando sono a riposo. Mi impegno al massimo per seguire il regime alimentare, non sempre ci riesco anche a causa dei molteplici impegni di lavoro fuori casa, ma faccio del mio meglio. Cosi mangio bene ed assumo le calorie che effettivamente mi servono.

D. Qual’è il tuo obiettivo per il 2020 in termini di gare di trail running?

Innanzitutto, correrò la Lavaredo Ultra Trail 120km, sono già nella lista partenti. I paesaggi sono impagabili e questa ultra trail rappresenta un appuntamento fisso negli anni. La corro sempre. Poi se passo il sorteggio, correrò la CCC e, a fine stagione, un’ultima ultra. L’obiettivo è quello di confermare la capacità di gestione di gare fino a 120km per poi fare il salto e passare alle 160km nella prossima stagione 2021.

Come ti dicevo, obiettivi graduali ma sempre più impegnativi.

D. Che consiglio daresti a chi vuole iniziare con il Trail Running?

Avere un pizzico di follia, tanta curiosità e voglia d’imparare. Elementi fondamentali per vivere queste esperienze che si concretizzano in un’avventura ma in sicurezza.

Grazie Marco, la tua storia è sicuramente particolare ed é di stimolo per tutti coloro, runner o trail runner che vorranno iniziare a correre. Possiamo dire “Yes, you can”!

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