ULTRA TRAIL MONTE BIANCO, LA STORIA DI PAOLO, COME SI E’ ALLENATO PER IL SUO OBIETTIVO

Paolo Depaoli corre dal 2014 ed è finisher di diverse ultra. Coltivava il sogno di poter correre l’Ultra Trail del Monte Bianco 170k in occasione del suo 50° compleanno e la fortuna lo ha aiutato ad essere sorteggiato. Nell’intervista racconta la sua storia e come si è preparato dal punto di vista di allenamenti e nutrizione. E’ partito con una gran voglia di arrivare ma anche una sicurezza nei propri mezzi che gli ha permesso di non mettere mai in dubbio la sua possibilità di essere finisher.

D. La tua passione sono le ultra, come riesci a conciliare allenamenti, vita professionale e familiare?

Innanzitutto la famiglia mi permette di farlo e riesco a ritagliarmi tempo per allenarmi. Riesco ad organizzarmi bene, allenandomi la mattina molto presto, soprattutto durante la settimana, uscendo a correre anche alle 5 del mattino oppure nella pausa pranzo se il tempo lo permette (però più raramente). Anche il sabato e la domenica esco presto così da riuscire a ritagliare poi durante la giornata il tempo con la mia famiglia, che appunto mi permette di fare tutto questo, quindi devo dire in buona parte grazie a loro.

D. La tua partecipazione all’UTMB nasce da un’occasione speciale, i tuoi primi 50 anni. Perché hai scelto proprio questa gara?

Ho iniziato a correre alla fine del 2014 perché ero in sovrappeso e la corsa è stata l’inizio di tutto, l’inizio di un susseguirsi di emozioni. Sono passato poi alla corsa in montagna ed infine ho pensato che quando avrei compiuto 50 anni avrei dovuto darmi un obiettivo importante: correre l’Ultra Trail più importante al mondo, l’Ultra Trail del Monte Bianco. Così ho iniziato a raccogliere i punti necessari per poter accedere al sorteggio nelle gare di qualificazione (All’UTMB sono ammessi 2500 corridori ma al sorteggio partecipano 10.000 persone che possiedono i requisiti di partecipazione).

D. Quali sono state le emozioni provate nel momento in cui hai appreso di essere stato sorteggiato?

Questo è un episodio simpatico. Ero in riunione con il mio capo e altre persone e stavamo parlando di cose molto importanti come budget e fatturato e mi è arrivata una mail dall’organizzazione UTMB che, ovviamente, ho aperto immediatamente perché ero curioso. C’era scritto “Yes”. Mi sono alzato, sono andato dal mio capo, gli ho chiesto di alzarsi dalla sedia e l’ho abbracciato. E’ stato un momento per me molto emozionante, nonostante lui non capisse cosa stesse succedendo. Ero stato sorteggiato per la gara più importante nell’anno dei miei 50 anni.

D. Dopo essere stato sorteggiato ed esserti iscritto come hai deciso di affrontare la preparazione?

Sono iscritto al Club TRM Team ed ho sempre seguito fedelmente le Tabelle di Allenamento. Tuttavia, all’inizio del 2019 ha deciso di partecipare ad alcune gare non condivise dai TRM Coach, sbagliandone diverse fino ad arrivare al mio primo ritiro avvenuto a maggio, alla Transvulcania. Questo ritiro mi ha fatto capire che avrei dovuto ritornare a seguire un metodo scientifico se volevo essere certo di riuscire a correre l’UTMB. Mi sono affidato completamente ai Coach, che mi hanno calibrato correttamente le gare di avvicinamento ed i carichi di allenamento. Grazie al cambio di rotta, in tre mesi sono riuscito a recuperare quella condizione fisica necessaria per finire un’ultra trail di 170k.

D. Descrivi una settimana tipo di allenamento nel periodo estivo di massimo carico?

Dunque la mia settimana è stata così composta: martedì mattina presto uscivo a fare il lipidico a digiuno, lavoro di corsa leggera; il mercoledì era un allenamento più intenso, di qualità, caratterizzato da ripetute o salite tecniche; il giovedì riposo. Negli ultimi 3 giorni della settimana, da venerdì, il carico risaliva. Il sabato e la domenica erano focalizzati sull’endurance. Il sabato era preparatorio al lunghissimo della domenica.

D. Segui una dieta sportiva particolare?

Da maggio si. Dopo il mio ritiro alla Transvulcania ho deciso di affidarmi a TRM anche per la parte nutrizionale con il TRM Nutrition Plan per riuscire appunto a recuperare ogni dettaglio che potesse aiutarmi a diventare un Finisher UTMB. Dopo la gara ho smesso di seguire la dieta in maniera ferrea ma cerco comunque di controllare il mio regime alimentare. Al momento non sto preparando nessuna gara, di conseguenza sto soltanto mantenendo la forma.

I benefici maggiori dell’aver seguito la dieta si sono riscontrati in parte sul peso ma soprattutto sull’aumento della mia capacità di mantenere un buon livello energetico durante gli sforzi prolungati e quindi sui lunghi. Seguendo la dieta non ho avuto alcun problema ne in allenamento ne in gara.

D. Quali sono stati gli elementi chiave della preparazione in termini di allenamento e nutrizione?

In termini di allenamento sono stati una serie di elementi. Tutta la tabella è stata la chiave della mia preparazione, ogni singolo allenamento lo è stato. In termini di alimentazione invece, senza dubbio è stato fondamentale reintegrare la componente vitaminica (in cui sono risultato  carente dalle analisi del sangue) e stabilire il giusto apporto calorico pre e post allenamento e competizione. Il bilanciamento dei nutrienti ha giocato un ruolo fondamentale sia nella preparazione che nella competizione in se.

D. Come hai affrontato la gara? L’attrezzatura, le scarpe, lo zaino e l’alimentazione in gara, che scelte hai fatto?

Dopo l’errore fatto a maggio ho condiviso tutto, dalla prima all’ultima cosa, con i TRM Coach. Sia in termini di abbigliamento, sia in termini di nutrition. Per l’UTMB avevo un Piano Gara dove c’era riportato il tempo per ogni sezione di gara, la sosta ai singoli ristori e che cosa mangiare e bere esattamente ad ogni punto (gel, barrette, cibi solidi, ecc). Ho seguito tutto alla lettera. Non volevo sbagliare, quindi anche sul materiale ho condiviso tutto insieme ai Coach e mi hanno aiutato a non partire troppo pesante ma anche a non dimenticare nulla. Non volevo rischiare.

D. Quali sono stati i momenti più difficili della competizione e come li hai risolti?

In realtà non ho avuto grandi difficoltà. L’unico momento più complesso, se così posso definirlo è stato quello tra il 25° e il 35°  km in cui ho avuto dei problemi di stomaco ma è stata una difficoltà ampiamente gestibile perché avevo voglia di arrivare.

D. Ed i ricordi più belli in gara?

Se hai tempo per stare qua fino a domani mattina posso raccontarti ogni singolo passo della gara, me li ricordo tutti. Dal primo all’ultimo. Non c’è stato un momento più bello. Sono stati tutti bellissimi, ogni passo, ogni scorcio, ogni panorama. Tutto insomma. Molti penserebbero che il momento più bello possa essere l’arrivo, ma in realtà è stato uno dei tanti perché è stato bello proprio tutto.

D. Che emozioni hai provato quando hai capito che saresti stato finisher UTMB?

Sapevo già che sarei stato un Finisher. Lo sapevo sin da prima della partenza. L’unica cosa che me lo avrebbe impedito sarebbero stati gli imprevisti che fortunatamente non ci sono stati. Avevo detto a mia moglie a che ora sarei arrivato a Chamonix e così è stato. Io venerdì, alla partenza, sapevo che avrei finito quella gara perché avevo consapevolezza e fiducia nei miei mezzi. Per cui sapevo che l’avrei finita.

D. Che consigli daresti ad una persona che vuole correre l’UTMB 170k in termini di preparazione, gestione, percorso etc?

Il primo consiglio che darei è quello di farsi aiutare a preparare nel modo corretto la gara anche per mettersi nelle condizioni di divertirsi mentre la si fa e non di soffrire terribilmente.

Il secondo consiglio che darei è quello, possibilmente, di provare il percorso in anticipo, prendendosi il giusto tempo. Io ho avuto la possibilità io di farlo durante lo Stage Mont Blanc di 4 giorni organizzato da TRM. Questo mi ha permesso di conoscere molti più aspetti del percorso, provare l’alimentazione, definire l’andatura ed avere più consapevolezza di ciò che sarebbe servito in gara.

Infine, in una gara simile è molto facile stare male per l’alimentazione scorretta per cui ovviamente, un consiglio che darei è quello di programmare ogni aspetto della nutrizione. Prima, durante e dopo la gara.

Grazie Paolo, che la tua sicurezza e la tua determinazione possano essere di aiuto e stimolo per tutti i trailer runner che correranno le prossime edizioni.

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