KERRY WAY ULTRA, 200KM NEL SUD DELL’IRLANDA DI MARCO MORI

Il TRM Coach Marco Mori ha corso con successo la Kerry Way Ultra di 200km in poco più di 30h. Lo abbiamo intervistato per conoscere da vicino questa gara endurance particolare che mantiene ancora lo “Spirito Trail” e capire la strategia adottata.

Perchè hai scelta questa gara di trail running di 200km? Quando scelgo la gara di trail running dell’anno prendo in considerazione numerosi fattori, ma non sono mai sempre gli stessi. A volte scelgo una gara di trail running per il paesaggio, altre volte per visitare un nuovo Paese, alcuni anni considero prevalente il punteggio ITRA, in altri casi gli articoli su giornali specializzati in trail running o racconti di altri atleti. Più passano gli anni e più diventa difficile la scelta. Dopo aver corso l’UTMB, il TOR Des Geants, la Ronda Des Cimes (Ultra Trail Andorra), la AVP501, la Tranpyrenea o decine di altre competizioni, le gare a cui vorrei partecipare in Europa non sono molte. Nel cassetto dei sogni ci sono: la Diagonale Des Fous, la Marathon des Sables, l’Ultra Trail del Monte Fuji, una Ultra in Patagonia ed una gara negli USA, forse la Western States. Quest’anno per impegni personali e professionali sono rimasto in Europa, per cui ho scelto una gara diversa dal solito, cioè “veloce” e “fuori” dalle logiche dei tradizionali circuiti di trail running.

Come hai preparato questa gara di 200km? Ogni gara richiede una preparazione diversa. Se punti ad una Sky Marathon o ad un TOR, certamente dovrai organizzarti per lunghi allenamenti sulle Alpi in alta montagna. Se privilegi gare veloci e con poco dislivello, allora gli allenamenti in Appennino e bassa montagna sono ideali. Se la gara è nel deserto o sulla neve la gestione di uno zaino pesante ed il fattore climatizzazione a quelle specifiche temperature faranno la differenza. La mia gara obiettivo dell’anno era la Kerry Way Ultra di 200km e 5.500 metri di dislivello, quindi una gara con ritmi sostenuti e soste ridotte al minimo. Per questo motivo le gara intermedie sono state una 45km in Sardegna, il TRM Camp da 100km alle Cinque Terre, una 170km in Polonia ed il TRM Camp Monte Bianco di 167km. Questa organizzazione degli allenamenti mi ha consentito di incrementare progressivamente il carico di lavoro alternando gare in “tirata unica” di distanza incrementale per preparare la tenuta, con allenamenti (TRM Camp) di molti chilometri e ore sulle gambe per favorire lo sviluppo della resistenza (endurance). Il mix è risultato perfetto. Al termine della gara nessun dolore ai muscoli, solo una lieve infiammazione alla bandelletta ileo-tibiale di sinistra passata in 4 giorni, già messa in conto proprio per il tipo di esercizio cui ho sottoposto le gambe (corsa continua di lunga durata)

Dove si svolge la Kerry Way UltraLa gara di trail running è in tappa unica e si svolge nell’Irlanda del sud a Killarney, sulle coste dell’Oceano Atlantico. Le informazioni sulle gara sono poche e solo in inglese. Per cui abbiamo cercato di scoprire qualcosa di più cercando “Kerry Way” che è l’equivalente di un percorso di trekking ad anello, quasi completamente ricalcato dal tracciato di gara. Infine, dopo esserci fatti un’idea di massima, abbiamo “sparato” le nostre 18 domande all’organizzazione che ha gentilmente risposto ai quesiti, senza tuttavia rassicurarci sulla “facilità” del percorso! Nessun balisaggio, meteo e temperature incerte, nessun tipo di cibo o acqua calda ai ristori…Con Cristina (Tasselli, TRM Coach) ci siamo scambiati per una attimo lo sguardo dubbioso…. poi abbiamo pensato “peggio della Transpyrenea cosa può esserci? Andiamo, questa è una vera gara trail!” Il punto di partenza e arrivo dell’anello coperto dalla gara è Killarney, una cittadina molto piacevole ed effervescente con una incredibile offerta di alloggi, ristoranti, negozi e, ovviamente, pub per tutti i gusti. A proposito di gusti, da non perdere la omonima birra Killarney, prodotta nel più grande birrificio d’Irlanda… personalmente ho gradito la scura alla spina! Intorno a Killarney ci sono diverse attrazioni, la Cattedrale, il Castello, giardini e laghi, che possono intrattenere il trail runner o gli accompagnatori per un paio di giorni. Come alloggio abbiamo scelto un B&B irlandese per assaporare fino in fondo l’atmosfera del posto… è stata un’ottima scelta! Per mangiare un paio di ristoranti asiatici per rimanere “leggeri” e poi, ovviamente, la birreria Killarney.

Come hai trovato l’organizzazione della Kerry Way Ultra ? La gara è ormai rodata e tutti i volontari ben affiatati e diretti da Aline, una donna “irlandese” veramente tosta che non lascia nulla al caso! Come dicevo, la gara senza una propria assistenza (che non solo è ammessa, ma vivamente consigliata) non è una passeggiata. Mancando i classici riferimenti dei ristori, in altre competizioni sempre più attrezzati di ogni genere di cibo e bevande, ricalca il “vero” spirito del trail running degli albori. Pertanto non è per tutti, ma solo per trail runner di esperienza e capaci di organizzarsi autonomamente, anche con supporto di strumenti di navigazione GPS. Noi abbiamo scelto due strumenti principali: Garmin eTrex e smartphone con App GpxTracker e un backup di navigazione incorporato nel Garmin 5 plus. La traccia scaricata da Trace du Trail e gli strumenti ci hanno consentito di arrivare al traguardo senza problemi, salvo un paio di errori di percorso classici della mancanza di concentrazione dopo il 100km. Ci sono 10 ristori, di cui 3 al coperto, dove vengono trasportate dall’organizzazione le proprie borse con viveri, abbigliamento e, soprattutto, power bank! Noi abbiamo utilizzato solo 5 punti ristoro e distribuito l’occorrente per rifornirci di generi alimentari, cambi vestiario ed energia per la tecnologia. Indubbiamente la scelta ci ha consentito di ridurre al minimo il tempo di sosta e, quindi, di gara.

Com’era la gara? Il tipo di terreno è quello classico irlandese: tratti di pianura e dolci salite su colline, prati tenuti perfettamente alternati a pascoli pieni di fango, pochi villaggi locali che compaiono dal nulla dopo lunghe ore trascorse in boschi o infinite distese di muschio o erba alta, sentieri che costeggiano fiumi o laghi alternati a strade secondarie di terra o terreno duro e, infine, crinali che regalano le viste più spettacolari su pianure sconfinate o scogliere fronte oceano. La partenza è stata “super easy”, considerato che il B&B era praticamente sul punto di via. Ore 6:00 del mattino, temperatura mite. Previsioni meteo apparentemente buone: leggermente piovoso dalle 6 alle 10 e poi bel tempo per il giorno successivo. Obiettivo “challenging” per il tempo di gara: 30 ore. La partenza e arrivo sono situati in un grosso distributore di carburanti con annesso un supermarket aperto 24h. Alle 5:30 il popolo di trail runner è spuntato come gli zombies nella notte e si è raggruppato intorno alle pompe di gasolio… il tempo della foto di rito e  poi “via”! Inizia l’avventura. Non racconterò pezzo per pezzo la gara, ma solo i particolari più intensi per lasciarvi godere il percorso appena avrete il tempo o voglia di vivere l’esperienza. Il primo tratto è uno dei più belli e vari. Alterna prati, boschi con muschio, pianure e colline di erba alta attraversati da passerelle rialzate rispetto all’acqua che ristagna sotto. Segue poi la parte collinare fino all’oceano lungo la costa a volte visibile grazie a strade ferrate per poi cambiare in estese pianure o altopiani fangosi che cavalcano crinali, costeggiamo fiumi o laghi. Infine l’ultimo tratto torna ad essere collinare o bassa montagna senza particolari dislivelli impegnativi. Il meteo non ha mancato di restituirci una bufera di pioggia e vento che, tuttavia, è durata meno di 2 ore per poi, fortunatamente, regalarci bel tempo e temperature miti fino al termine della gara.

Come hai gestito la competizione? Ho cambiato la strategia di gara è cambiata tra il secondo ed il terzo ristoro quando Cristina, già sofferente al tallone da mesi, ha dovuto cedere al dolore e fermarsi. Per scalare la classifica ho scelto di ridurre al minimo i tempi di sosta! L’alternativa poteva essere l’aumento del ritmo, ma per esperienza non funziona più di tanto sulle gare di endurace trail running, perché prima o poi si paga lo scotto della carenza di glicogeno che non si riesce a re-integrare a sufficienza nel tempo di gara. Si può contare solo sulle calorie di facile assimilazione e sulle riserve di glicogeno immagazzinate nel pre-gara. Complice l’adrenalina le sezioni fino al ristoro di Sneem sono quasi “volate”, per quanto impegnative. I tempi intermedi, in due tratte, sono stati i migliori tra gli atleti in gara, ma poi, piano piano, la fatica e la ridotta possibilità di integrare correttamente l’alimentazione hanno avuto il sopravvento riducendo progressivamente del 10% la performance. In tutti i casi il supporto dell’organizzazione è stato preziosissimo: arrivavo e già sapevano chi fossi, mi chiamavano per nome e mi davano la mia borsa… mai visto niente del genere in altre gare! Grazie a questo, e dopo aver scalato la classifica fino al 17° posto, ho tentato di insistere ancora. Ho cambiato strategia alimentare ed evitato di ritirare la borsa nell’ultimo ristoro recuperando ancora 3 posizioni, ormai vicino ai primi dieci, ma consapevole che me la giocavano con i più forti specialisti anglosassoni locali ed un ginocchio che ormai non voleva sentirne di spingere...

E ora due parole da Finisher! La gara è finita con un soddisfacente 15° posto, tradito da un concorrente che è spuntato dal nulla a pochi metri del traguardo. Nonostante il ferreo controllo, forse qualcuno è riuscito a fare qualche chilometro in meno, ma poco importa, sono arrivato stremato ma felice di aver spinto tutto il tempo senza sosta! Ogni volta che si taglia un traguardo di un’ultra o gara endurance la commozione è sempre viva. Nel trail running non solo finisce una competizione che ti “strema” fisicamente ma anche un’avventura che ti arricchisce dentro di esperienza sportiva ma anche personale. Una gara è infatti un viaggio nella natura alla scoperta di luoghi remoti, culture e tradizioni diverse dalla propria. Ogni gara è diversa, ogni sfida e fonte di soddisfazione. Lungo il percorso e al traguardo gli incitamenti e gli applausi sono i migliori riconoscimenti, tanto quanto una medaglia. Il sorriso, un abbraccio ed il calore dei propri cari fanno “temporaneamente” scomparire la fatica ed il dolore (che poi torneranno dopo!).

Bye bye Irlanda!

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